Ansia, Panico e Fobie
sabato, 10.10.09
Il disturbo ossessivo compulsivo - D.O.C.
I pensieri ossessivi e i comportamenti compulsivi affliggono da sempre le persone: nell’antichità erano considerati espressione di una possessione soprannaturale ed erano temuti come manifestazione di poteri demoniaci che, nei casi più gravi, si tentava di fronteggiare mediante pratiche esorcistiche.
Le ossessioni sono delle idee, pensieri, impulsi o immagini persistenti che vengono esperiti, almeno inizialmente, come intrusivi e senza senso. Le persone generalmente reagiscono alle ossessioni tentando di ignorarle, di sopprimerle e di neutralizzarle con altri pensieri o azioni.
Le compulsioni sono comportamenti ripetitivi che la persona si sente obbligata a mettere in atto in risposta ad un’ossessione, secondo regole che devono essere applicate rigidamente. Tali comportamenti sono finalizzati e intenzionali: hanno lo scopo di neutralizzare o prevenire qualche disagio, qualche evento o situazione temuti. In linguaggio tecnico le compulsioni sono dette anche “rituali” o “cerimoniali”: sono comportamenti non connessi in modo realistico con ciò che dovrebbero neutralizzare o prevenire, e sono considerati chiaramente eccessivi anche agli occhi di chi è costretto ad eseguirli.
Accenneremo ora alle più comuni forme di ossessione e di compulsione.
Le forme più comuni di ossessione sono:
• ossessioni aggressive (preoccupazioni sull'idea di poter far male a sé o agli altri, pronunciare oscenità o insulti, rubare oggetti ecc.);
• ossessioni di contaminazione (preoccupazione o disgusto per i rifiuti o le secrezioni del corpo, per lo sporco, per i germi, per contaminanti ambientali, animali ecc.)
• ossessioni sessuali (pensieri, immagini o impulsi sessuali proibiti o perversi; pensieri di pedofilia o incesto od omosessualità ecc.);
• ossessioni di accaparramento/accumulo;
• ossessioni a sfondo religioso (preoccupazioni rispetto a sacrilegi o peccati di blasfemia; eccessiva moralità ecc.);
• ossessioni di simmetria o di precisione
• ossessioni varie (necessità di sapere o ricordare; timore di dire certe cose; timore di non dire proprio la cosa giusta; paura di perdere oggetti ecc.);
• ossessioni somatiche (preoccupazioni per le malattie; eccessiva preoccupazione per alcune parti del corpo o per l’aspetto ecc.).
Le forme più comuni di compulsione sono:
• compulsioni di pulizia/lavaggio (eccessivo o ritualizzato lavaggio delle mani, fare la doccia, fare il bagno, lavarsi i denti, pettinarsi, pulirsi in generale; pulizia della casa o di altri oggetti inanimati ecc.);
• compulsioni di controllo (serrature, stufe ecc.; che non sia avvenuto o non avverrà alcun danno a qualcuno o a se stessi; che non sia successo o non succederà nulla di terribile; che non si commetteranno errori ecc.);
• rituali ripetuti (riscrivere o rileggere; necessità di ripetere attività di routine come entrare/uscire da una porta, sedersi/alzarsi da una sedia ecc.);
• compulsioni relative al contare;
• compulsione di riordino/ridisposizione;
• compulsioni di accaparramento/accumulo (di posta, di vecchi giornali, di rifiuti, di oggetti inutili ecc.; ciò va distinto dalla raccolta per hobby o di preoccupazione per oggetti di valore sentimentale o monetario);
• compulsioni varie (rituali mentali; compilazione eccessiva di elenchi; necessità di dire, chiedere, confessare ecc.).
La relazione funzionale tra ossessioni e compulsioni può essere definita sulla base della loro relazione funzionale con l’ansia o il distress: mentre le ossessioni producono stati di ansia o distress, le compulsioni sono azioni (mentali o comportamentali) eseguite nel tentativo di attenuare tali stati. Non esistono compulsioni senza ossessioni, esistono tuttavia ossessioni senza compulsioni (ossessioni pure).
Una tra le caratteristiche più evidenti della sindrome ossessivo compulsiva è rappresentata dai dubbi (un’antica denominazione del disturbo è manie du doute). Il dubbio viene alimentato, in questi casi, dalla mancanza di fiducia nella capacità di ricordare gli eventi o, in termini più generali, dalla sensazione nei soggetti di non “sapere se sanno qualcosa”. Un’altra tra le caratteristiche centrali di chi soffre un disturbo ossessivo compulsivo, è la scarsa tolleranza all’incertezza relativa al campo della propria ossessione. Questa incertezza è spesso ritenuta molto più sgradevole del verificarsi reale dell’evento temuto; anzi, in taluni casi, alcune persone preferiscono che l’esito temuto si verifichi, piuttosto che rimanere nella sgradevole situazione d’incertezza.
Il dubbio e la scarsa tolleranza all’incertezza sono strettamente connessi e portano all’elaborazione di strategie (pensieri o azioni rituali) volti a neutralizzare il dubbio stesso. A sua volta, l’impegno profuso in questi tentativi di neutralizzazione produce una maggiore tendenza a emettere azioni compulsive, una difficoltà maggiormente elevata nell’interromperle e un più acuto disagio nel soggetto. Alcune ricerche (Horowitz) evidenziano una correlazione diretta tra la quantità di pensieri o immagini intrusivi e lo stress provato da chi soffre di questo disturbo.
L’ossessione è un’esperienza abbastanza comune e non sempre assume una rilevanza clinica. Quando causa disagio marcato, fa consumare tempo (anche più di un’ora al giorno) o interferisce con le normali abitudini quotidiane, con il funzionamento lavorativo (o scolastico) o con le attività e le relazioni sociali è consigliabile una intraprendere una psicoterapia.
