Ansia, Panico e Fobie

sabato, 24.01.09

Ansia e Fobia Sociale

"Ansia" e "Fobia sociale" sono termini spesso usati come sinonimi. Lo stesso manuale diagnostico psichiatrico accanto al termine fobia sociale pone tra parentesi quello di disturbo d’ansia sociale. Il disturbo d’ansia sociale (o fobia sociale) è caratterizzato da una marcata paura di esporsi a una o più situazioni sociali o di eseguire in pubblico – e sotto osservazione – alcune semplici azioni, valutate dalla persona come vere e proprie prestazioni: essere presentati a persone sconosciute (soprattutto se ritenute importanti), parlare in pubblico, cibarsi davanti ad altre persone (ospiti o talora anche familiari), scrivere di fronte agli altri, utilizzare il telefono in pubblico, fare la fila al supermercato, ecc.

Tutte le situazioni temute condividono, comunque, la credenza della persona di essere osservata , giudicata, valutata negativamente, come persona inadeguata e ridicola. La situazione temuta diventa così in grado di determinare l’attivazione dei correlati fisiologici dell’ansia innescando tutta una serie di processi che determinano uno scadimento della “prestazione” sociale e tragicamente agiscono come conferma dell’assoluta incapacità di trasmettere agli altri una soddisfacente impressione di sé.

Da questo punto di vista la fobia sociale si manifesta con la tipica sintomatologia somatica dell’ansia: tremori, rossore, vampate di calore, sudorazione, palpitazioni, ipertono muscolare, confusione mentale, discinesie gastrointestinali, cui con evidenza si associano le reazioni comportamentali tipiche dell’emozione di vergogna: rossore del viso, postura dimessa e sfuggente, capo chino, tendenza ad abbassare lo sguardo, desiderio di sprofondare (e comunque di sfuggire lo sguardo altrui), ecc.  L’inderogabile scopo di lasciare di sé una favorevole impressione agli altri viene così disatteso, introducendo nella persona un circolo vizioso di prestazioni inefficaci fino all’evitamento delle situazioni sociali percepite come rischiose.  

Dalla mia esperienza professionale posso dire che quanti sono affetti da  fobia sociale sono persone con un livello di istruzione spesso molto elevato, intelligenti e sensibili, ma essendo anche spesso i più perfezionisti (pretendendo da sé degli standard molto elevati) risultano incapaci di esprimere il proprio potenziale umano e culturale, divenendo così i critici più severi di sé stessi. La scarsa valutazione delle proprie possibilità, del proprio valore, della propria accettabilità li porta a percepirsi come senza qualità, come persone su cui non vale la pena investire nulla. Non a caso molti arrivano in terapia single e con un lavoro insoddisfacente. 

Il fulcro del problema  sta nel fatto che la persona con fobia sociale tende a strutturare l’immagine che ha di sé sull’unica base di un successo sociale che non avviene mai: il giudizio degli altri è determinante e temuto al tempo stesso. Da un lato lo scopo principale della persona con fobia sociale nel relazionarsi agli altri è quello di fare bella figura, di lasciare un’immagine di sé favorevole, dall’altro il fobico sociale risulta particolarmente insicuro di poter ottenere quanto desidera. È infatti il timore che le proprie prestazioni espongano a valutazioni negative da parte degli altri, la paura del giudizio negativo altrui, a costituire l’aspetto centrale della fobia sociale.

Fare brutta figura è la cosa più temuta da chi soffre di fobia sociale, il che consiste generalmente nell’essere considerati una persona di scarso valore, fragile, debole emotivamente, incapace di controllarsi esibendo in pubblico i segni dell’ansia e della vergogna. Questo porta a non tollerare l’incertezza degli eventi: è tremendo per chi soffre di fobia sociale pensare di potersi ritrovare goffo, impacciato, col volto rosso e sudato per l’ansia e la vergogna. Attraverso l’ansia e la vergogna il fobico sociale può percepirsi senza potere nell’ottenere quanto più desidera (ad esempio mostrarsi adeguato) e fa esperienza della paura e del dispiacere di poter ottenere solo valutazioni negative a scapito dell’immagine che da e che ha di sé.

Nella fobia sociale, inoltre, si riscontra quasi sempre (e con maggiore intensità rispetto ad altri disturbi d’ansia) la presenza di pensieri autosvalutativi: inserito nella situazione temuta spesso il fobico sociale innesca (in automatico) tutta una serie di pensieri negativi e svalutanti che gli impediscono di porre attenzione a ciò che realmente sta accadendo intorno a lui. L’ansia anticipatoria induce una sempre maggiore focalizzazione su di sé contribuendo, attraverso un ciclo ricorsivo, all’ulteriore incremento dell’ansia stessa (e al decadimento delle prestazioni).

Un’altra caratteristica frequente della fobia sociale è il rimuginio. Attraverso il rimuginio la persona con fobia sociale ripropone a sé stessa incessantemente la scena del proprio disastro senza peraltro riuscire a trovare la soluzione al proprio problema. Poi c’è anche il rimuginio post evento: attraverso questo processo di pensiero la persona impiega tempo ed energie a ripensare, rianalizzare e rivivere situazioni sociali fallimentari del suo passato. Anche questo contribuisce a rendere l’evento temuto sempre più pericoloso ed insostenibile.

Tali forme di pensiero sono collegate al bisogno percepito di tenere sotto controllo gli eventi nel tentativo di eliminare il rischio di sbagliare e rispondere così al dubbio costante sulle azioni da intraprendere. In questo modo la persona con fobia sociale cerca di controllare ogni aspetto del suo stato interno, della sua attività comunicativa verbale e non verbale a scapito della propria naturalezza: risulta così concentrata sui propri controlli e sulle strategie che adopera per evitare i rischi, da non riuscire a dedicare la benché minima attenzione agli altri ed alla situazione sociale nel suo complesso.

Questo è, in linee generali, quanto tende ad accomunare chi soffre di ansia sociale fino allo svilupparsi di una fobia sociale (col conseguente evitamento delle situazioni temute). In favore della sintesi non mi dilungherò sugli aspetti inerenti la psicoterapia della fobia sociale (che si possono evincere dalla descrizione del problema), ma concludo questo articolo accennando al fatto che quello qui descritto è un disturbo piuttosto comune e che spesso si associa ad altri disturbi, in primis il disturbo da attacchi di panico e la depressione.

Dr Luca Lavopa 
www.psicologi-roma.com

Autore: drlucalavopa Categoria: Ansia e Fobia Sociale Ore: 15:35